Design creativo per giovani innovatori

Ingegneria, creatività e design troveranno sintesi nello sviluppo di linee di ricerca inedite e nell’offerta di master e corsi di alta formazione
Inizia la collaborazione tra Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna e ISIA di Firenze in nome del design creativo per giovani innovatori

PONTEDERA, 20 novembre.
Inizia la collaborazione fra Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e ISIA di Firenze in nome del design creativo, pensato su misura per le esigenze dei giovani innovatori, che potranno affrontare le sfide rappresentate da linee di ricerca inedite e ai quali saranno offerti corsi di formazione ad hoc, come corsi e master universitari. L’accordo prevede lo sviluppo di ricerche sul design innovativo e la promozione congiunta di attività formative specifiche sulla progettazione e sul design, che potranno concretizzarsi nell’offerta di diplomi accademici e di master, di corsi di alta formazione e di altre iniziative formative congiunte.

Questa collaborazione è stato siglata e presentata oggi a Pontedera, sede principale dell’Istituto di BioRobotica del Sant’Anna, nell’ambito della manifestazione Crea©tivity 2014 in corso al museo Piaggio, da parte di Paolo Dario e Cesare Stefanini, rispettivamente direttore e ricercatore (nonché responsabile scientifico della partnership) dell’Istituto di BioRobotica del Sant’Anna; da Marco Bazzini e Giuseppe Furlanis, presidente e direttore di ISIA, e da Max Pinucci, responsabile scientifico della partnership lato ISIA.

L’accordo definisce e struttura l’esperienza di collaborazione tra le due istituzioni, che in passato avevano dato vita a corsi di formazione superiore integrata, alla stesura di tesi in design caratterizzate da particolari contenuti di innovazione, ad esperienze di stage. La collaborazione si basa sulla messa a punto di un modello di design in cui l’innovazione diventa il risultato di un processo interdisciplinare tra competenze specialistiche. Uno dei maggiori settori di applicazione e al quale l’accordo ha dato particolare rilevanza, per la sua rilevanza strategica a livello mondiale, è quello della Biorobotica, disciplina per la quale l’Istituto della Scuola Superiore Sant’Anna si configura come uno dei protagonisti a livello internazionale. Anche ISIA rappresenta comunque un’eccellenza nell’ambito del design del prodotto e di servizi. Tra gli obiettivi della partnership si prevedono inoltre il raggiungimento di “nuove frontiere dell’innovazione” e la formazione di una nuova generazione di progettisti capaci di integrare al meglio le componenti che intervengono nella definizione di un prodotto innovativo. La partnership assume particolare rilievo anche per la Toscana che, grazie a questa iniziativa, vede confermato un ruolo di primo piano nel coniugare ingegneria e creatività.

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Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa
L’Istituto di BioRobotica è uno dei sei della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, esplora la possibilità di realizzare attraverso l’ingegneria, la meccatronica e la robotica macchine e sistemi avanzati “intelligenti” ispirati al mondo vivente e fonte
inesauribile di spunti per la realizzazione di applicazioni utili all’uomo.
Info: www.sssup.it

ISIA Firenze – Istituto Superiore per le Industrie Artistiche

È un istituto statale pubblico di livello universitario inserito nel comparto AFAM, del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, che propone un’offerta formativa con corsi triennali e specialistici in design del prodotto e della comunicazione, a
numero chiuso tramite ammissione, la cui didattica è da sempre basata su metodi sperimentali e di ricerca fortemente improntati all’esperienza pratica di laboratorio, in connessione con realtà produttive, nazionali e internazionali.
Info: www.isiadesign.fi.it


Dott. Francesco Ceccarelli, giornalista Scuola Superiore Sant’Anna www.sssup.it;
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Responsabile Funzione Ufficio Stampa, Comunicazione – Area Affari Generali
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Via Alfani 58 – 50121 Firenze

Creactivity E-Magazine 2014

Creactivity E-Magazine 2014.
72 pagine dense di informazioni. Testi di Emanuele Amodei, Catherine Burnett, Liviana Canovai, Cm2 Team, Riccardo Costagliola, Carmelo De Maria, Luca Diamanti, Fablab Pisa, Gualtiero Fantoni, Fondazione Piaggio, Enzo Gentile, ISIA Firenze, Bruno La Versa, Laba Firenze, Daniele Mazzei, Simone Millozzi, Angelo Minisci, Istituto Modartech, Elisa Montanarini, Silvia Nencini, Giovanni Parra, Simone Paternich, PechaKucha PISA, Isabella Peruzzi, Max Pinucci, Giuseppe Pozzana, Floris Solleveld, Enza Spadoni, Luigi Trenti, Kira Volgger, Marco Zemolin.

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FabLab Pisa: La fabbrica delle idee

Nel 1998 Neil Gershenfeld, direttore del Center for Bits and Atoms del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston aprì un corso universitario intitolato How to Make (Almost) Anything, traducibile in «Come fare (quasi) qualsiasi cosa». In breve tempo dal MIT l’idea di “costruire da soli” si è propagata in tutto il mondo trasformandosi da un’idea innovativa a una realtà tangibile portata avanti da hobbisti e appassionati di tecnologia. Sono nati così i primi spazi condivisi basati sulla filosofia del Fabing: i Fab Lab (dall’inglese fabrication laboratory). Un Fab Lab è una piccola officina che offre servizi personalizzati di fabbricazione digitale. I Fab Lab utilizzano tecnologie produttive che non possono competere con la produzione di massa, hanno però dimostrato grandi potenzialità nel fornire ai loro utenti gli strumenti per realizzare prototipi funzionali delle proprie idee e dei propri progetti. A Dicembre 2012 è nato il Fab Lab di Pisa http://www.fablabpisa.org/. L’idea del FabLabPisa nasce dalla constatazione che Pisa ha un’enorme potenzialità inutilizzata: un bacino enorme di menti eccelse e di giovani entusiasti in formazione vogliosi di dare il loro contributo e vedere riconosciuti i propri sforzi. L’obiettivo del FabLabPisa è quello di affiancare alla filosofia del “costruire da soli” il concetto di “crowd thinking” (pensare della folla). Insieme queste due filosofie ci portano al concetto
di “costruire insieme”, un passo fondamentale per mettere insieme menti e mani. Il processo di nascita del Fab Lab di Pisa parte infatti dal 2007, quando è nato il Leaning Lab il Living Lab di Pisa http://www.leaninglab.org/. L’obiettivo del sistema Leaning Lab + FabLabPisa è quindi quello di dar vita al primo spazio reale e virtuale per la generazione, la condivisione di idee e per il loro sviluppo sotto forma di veri e propri prototipi funzionanti e quindi prodotti. Il FabLabPisa è oggi ospitato nei locali del Centro di Ricerca Piaggio dell’Università di Pisa www.centropiaggio.unipi.it . Grazie alla collaborazione con l’Università il FabLab è quindi diventato un vero e proprio strumento di prototipazione per la ricerca e quindi di ricerca per la prototipazione. Ad ottobre 2014 il Fablab Pisa in collaborazione con l’Internet Festival ha organizzato RIOT Revolutionizing the Internet Of Things il primo hackathon Italiano sul tema dell’IOT. L’idea di RIOT è stata subito apprezzata dalla realtà Pisana;
l’evento è stato infatti supportato dal Comune e dall’Università di Pisa oltre che dal progetto “IOT Prise”, da CUBIT e da CNA Pisa. In quasi 42 ore, pensatori di talento si sono sfidati a colpi di schede elettroniche, motori, sensori ed elettrodomestici, tagliando, incollando, riscrivendo e integrando parti di codice. All’evento di RIOT hanno partecipato 30 hackers, 20 aziende, 5 ospiti internazionali, 20 uditori esterni, e una giuria composta da universitari, da rappresentanti del mondo industriale e delle
istituzioni. Le aziende hanno messo a disposizione una serie di schede elettroniche e hanno lanciato le sfide e i premi. I giovani hanno lavorato sotto l’occhio vigile del Fablab Pisa che ha aiutato gli hacker nella realizzazione delle parti e dei prototipi. Il bilancio dell’evento è quello di una grande festa dove le imprese si sono incontrate con maker talentuosi, che ha fatto nascere bei prodotti, nuovi contatti, nuove collaborazioni e in cui alcuni giovani hanno ricevuto proposte di lavoro.

A cura di:
Daniele Mazzei,
Carmelo De Maria,
Gualtiero Fantoni
FabLab Pisa

Nuove visioni del progetto tra Makers, FabLab e stampa 3D

La centralità del metodo di lavoro, dell’autoproduzione e dell’autonomia hanno avuto parte in molti movimenti fin dall’avvento della Rivoluzione industriale, da John Ruskin, da William Morris e dal movimento Arts and Crafts fino alla controcultura degli anni Sessanta e, più di recente, al Craftivism. Inoltre non tutti questi fenomeni condividono gli stessi valori, tenendo conto che l’etica del fai-da-te si ritrova in parecchi casi, dai garage dello spirito americano della Frontiera all’anticonsumismo dei gruppi punk degli anni Settanta. Perché è chiaro,ad esempio, che gli artigiani ci sono sempre stati e sempre hanno dialogato con i designer. Come, ad esempio, è avvenuto storicamente nei distretti italiani, prima che – fra le altre cose – improvvide “visioni” sostenessero che era necessario far la battaglia sui costi (compresi quelli del lavoro), quindi delocalizzare e alla fine depauperare un “saper fare” che ha caratterizzato proprio il nostro sistema produttivo. Così come sono frequenti i designer-imprenditori, da Gino Sarfatti e Arteluce a Tom Dixon. Non è difficile descrivere il contesto in cui si muovono i maker italiani, dato che l’Italia possiede una lunga storia di arte, di artigianato e di integrazione geografica e sociale di sistemi industriali costituiti da distretti produttivi. I FabLab (ovvero le officine di fabbricazione digitale) sono uno dei più diffusi tipi di spazio dedicati al “fare” in comune (accanto agli hackerspace, ai sewing café e ai Techshop). Ci sono molti FabLab nel mondo, da Boston al Sudafrica, dall’Afghanistan all’India e dalla Nuova Zelanda al Brasile. Soltanto in Olanda sono attivi 13 FabLab, tra cui uno mobile sistemato su un autocarro e una piccola officina che sta in una stanza. Il primo FabLab venne installato dieci anni fa al MIT, ma si è dovuto aspettare quasi un decennio per vedere il primo FabLab italiano, il torinese FabLab Italia. Era un centro di produzione temporaneo reso possibile dall’ìniziativa di Massimo Banzi di Arduino; e fortunatamente si è da quest’anno trasformato in un FabLab permanente (il FabLab Torino delle Officine Arduino). Va osservato che, per esempio, non esiste un FabLab in attività a Milano, dove le iniziative sono numerose ma sfortunatamente nessuna è ancora in grado di raggiungere la massa critica richiesta per avviare un centro di produzione. Si va comunque delineando in Italia uno scenario interessante che va dai designer computazionali di Co-de-iT a marchi di abbigliamento liberi come OpenWear e a piattaforme di e-commerce fai-da-te come Blomming, dalle tecnologie indossabili di alto livello di Plugandwear alle concrete sperimentazioni di stampa tridimensionale di D-Shape e a molti altri. Negli anni passati abbiamo anche visto sul web comunità come l’Arduino community, manifestazioni locali come WeFab e, più recentemente, la comparsa sui social network di gruppi come il romano Hopen e in particolare su Facebook il gruppo Fabber in Italia, il più attivo attualmente sulla scena nazionale (nato dal precedente gruppo Fabber in Milan).

A cura di
Angelo Minisci

Comunicato stampa 2014

Crea©tivity 201 4 (9ª edizione)
20 – 21 Novembre
Museo Piaggio, Pontedera
Il 20 e il 21 novembre il Museo Piaggio ospiterà la nona edizione di Crea©tivity 2014. Due intensi giorni di eventi di respiro internazionale: mostre, convegni, incontri, ospitati a Pontedera presso il Museo Piaggio. Una finestra privilegiata sul mondo del design, della creatività e dell’innovazione. Un’importante occasione per una profonda riflessione sul ruolo e sulle dinamiche culturali tra scuole, università e aziende. L’evento è promosso da Comune di Pontedera, Fondazione Piaggio, ISIA Firenze, Pont-Tech e MBVision, in collaborazione con Scuola Superiore Sant’Anna, Palazzo Spinelli – Istituto per l’Arte e il Restauro, Istituto Modartech, LABA Firenze, Università di Pisa.

La tematica del trasferimento di competenze, tecnologie e saperi nell’ambito del progetto si arricchisce in questa edizione di uno speciale dedicato al 3D Printing e Digital Design. L’evoluzione di queste nuove tecnologie, abbinate alla richiesta di un time-to-market sempre più stringente ed alla liberazione dalle limitazioni del disegno tecnico e della raffigurazione, rendono affascinante lo scenario di un futuro sempre più tridimensionale. Il mondo della prototipazione, della produzione rapida, dell’artigianato digitale, dei service e delle stampanti, delle periferiche e delle comunità dei makers rappresentano una drastica mutazione nel rapporto tra progettista e prodotto, tra utente e industria, tra idea e materia. Un momento importante per analizzare nuovi scenari, falsi miti, rischi e opportunità. Un confronto tra mondo accademico, professionisti, formatori, aziende, community, un punto di vista a tutto tondo che affronterà i vari aspetti di questo
cambiamento: tecnici, filosofici e didattici.

I Keynote, interventi tenuti da professionisti ed aziende del mondo del design, apriranno i lavori la mattina del 20 novembre. Uno spunto di riflessione, un briefing per il workshop. Al termine del Keynote, tavoli di lavoro e private meeting.

Come ogni anno si terrà il workshop WorkOut, due giorni di laboratori dedicati a 200 studenti delle scuole superiori (ultimo anno) e delle università (triennio e specialistiche) ad indirizzo progettuale, tecnico e creativo: una full immersion dal brainstorming al progetto attraverso quattro aree tematiche – Mobility, Product, Fashion e Communication – ciascuna coordinata da professionisti e docenti. Le attività di WorkOut inizieranno nel pomeriggio di giovedì 20 novembre e si protrarranno per tutto il giorno seguente fino alla premiazione dei progetti vincitori, selezionati da una giuria di esperti.

La giornata di giovedì 20 chiuderà con il Pecha Kucha Night, a cura di PKN Pisa, una serata dalla formula particolare: designer, esperti, studenti, creativi avranno a disposizione 6′ minuti e 40” e 20 immagini per farsi conoscere e presentare il proprio progetto. Un happening coinvolgente e dai ritmi serrati, un confronto tra talenti vecchi e nuovi. Nel corso della serata, si terrà anche la premiazione del Vespa Prize 2014, conferito dalla Fondazione Piaggio e intitolato alla memoria del Prof. Tommaso Fanfani: un concorso sui temi dell’innovazione nel design rivolto a studenti di Università, Istituti o Accademie nazionali e internazionali.

La mattina di venerdì 21 , 10.30 presso il Museo Piaggio si terrà un’ Open Conference, Scenari della Terza Dimensione: 3D printing, tra luci ed ombre, nella terza rivoluzione industriale, un momento di incontro e approfondimento sul tema del 3D Printing e Digital Design, un confronto tra professionisti, aziende, produttori software e hardware, scuole, studenti, makers, community, centri di ricerca. Un punto tecnico sulle potenzialità attuali e future del 3D Printing e del Fast Production/Prototyping, lontano dai luoghi comuni, affrontato nell’ottica dei progettisti, dei tecnici e dei ricercatori.

A cornice, una serie di esposizioni e mostre, un focus sulla prototipazione e sulle tecnologie di fast prototyping/production attraverso macchinari e tecnologie, prodotti, studi, ricerche, artigianato digitale e progetti realizzati da Istituti di Design, scuole e Università esposte all’interno del Museo Piaggio . Saranno presenti produttori di software CAD/CAM, stampanti 3D e marketplace come Dassault Systèmes, Man and Machine e Shapeways, che con i loro prodotti e servizi daranno vita ad un’ esposizione/laboratorio interattivo.

Il team che dal 2003 cura questa serie di incontri dedicati al design è formato da docenti, giovani ed esperti professionisti, studenti. Tra i membri del Comitato Scientifico, Liviana Canovai, Riccardo Costagliola, Paolo Dario, Giuseppe Furlanis, Riccardo Lanzara.
Curatore dell’evento, Massimiliano Pinucci. Coordinatore dei workshop, Angelo Minisci, segreteria organizzativa di Silvia Masetti.
Media partner, il portale di Fondazione Sistema Toscana www.intoscana.it

Il programma aggiornato è disponibile cliccando sul seguente link: Programma2014
Per contatti ed informazioni: segreteria@progettocreactivity.com
Facebook: facebook.com/progettocreactivity

Crea©tivity è inserito nel programma della Settimana della Cultura d’Impresa 2014.

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Crea©tivity 2014 :: 3D Printing

Il 20 e il 21 novembre il Museo Piaggio ospiterà la nona edizione del Crea©tivity, due intensi giorni di eventi, iniziative, convegni, incontri. Una finestra privilegiata sul mondo del design, della creatività e dell’innovazione.

Un’ importante occasione per una profonda riflessione sul ruolo e sulle dinamiche culturali tra scuole, università e aziende che dal 2006 rappresenta un punto di riferimento nel panorama della progettazione nell’ ambito del prodotto e della comunicazione.

Epicentro culturale ed operativo il Museo Piaggio e la città di Pontedera. Crea©tivity permette a studenti, ricercatori, docenti e professionisti di incontrarsi e confrontare esperienze, attitudini e progettualità, attraverso un contatto diretto con personalità, professionisti ed esperti del mondo del design.

Alle conferenze si aggiunge un workshop di due giorni rivolto a tematiche di innovazione che ospita tra i 200 e i 300 studenti delle scuole superiori (ultimo anno) e delle università (triennio e specialistiche) ad indirizzo progettuale, tecnico e creativo.

L’evento è prodotto da Comune di Pontedera, Fondazione Piaggio, ISIA Firenze, Pont-Tech e MBVision, con il supporto di Scuola Superiore Sant’Anna, Università di Pisa, Istituto Modartech, LABA Firenze, ISIA Roma, Palazzo Spinelli – Istituto per l’ arte e il restauro; il patrocinio di Regione Toscana, Provincia di Pisa, ADI delegazione Toscana (Associazione per il Disegno Industriale) ed ELIA (European League of Institutes of the Arts).

Tematica dell’edizione 2014: 3D Printing & Digital Design

È corretto definire il 3D Printing la terza rivoluzione industriale?

L’evoluzione di queste nuove tecnologie, abbinata alla richiesta di time-to-market sempre più stringenti ed alla liberazione, grazie alle sempre più sofisticate release dei software, dalle limitazioni del disegno tecnico e della raffigurazione, rende affascinante lo scenario di un futuro sempre più tridimensionale.

Il mondo della prototipazione, della produzione rapida dell’artigianato digitale, dei service e delle stampanti, delle periferiche e delle comunità dei makers rappresentano uno

stravolgimento dei rapporti tra progettisti e prodotto, tra utente e produzione, tra idea e materia.
Un confronto tra mondo accademico, designer, aziende, community, un punto di vista a tutto tondo che affronterà i vari aspetti di questo cambiamento: tecnico, filosofico e didattico.